ALCHIMIA

Commento sulla Tavola Smeraldina


COMMENTO SULLA TAVOLA SMERALDINA

La "Tavola Smeraldina o Tavola di Smeraldo" è attribuita ad Ermete Trismegisto, trasmessa nel corso degli anni e tradotta in tantissime lingue è tenuta in grande considerazione da tutti gli Alchimisti. La tavola di smeraldo sembra che sia apparsa per la prima volta in occidente grazie ad un trattato attribuito a Albert Le Grand ed intitolato "De Segretis". La tavola di smeraldo, per quello che mi riguarda, è stata chiamata così per fare capire subito che era una pietra, "un sale fuso", di qui il nome dato dai greci a quest'Arte, dove sopra è stato inciso il "testamento" alchemico. In questa tavola c'è tutto quello che serve all'Alchimista per avere ragione di questo antichissimo Arcano. Vediamone ora il testo e poi cercherò di commentarlo per quello che mi sarà possibile:

"È vero, senza menzogna, certo e molto genuino!
Quello che è in basso è come quello che è in alto
e quello che è in alto è come quello che è in basso,
con queste cose si fanno i miracoli di una sola cosa
che come tutte le cose sono e provengono da uno
con la mediazione di uno, così tutte le cose sono
nate da questa cosa unica per adattamento.
Il Sole ne è il padre, e la Luna la madre,
il vento l'ha portato nel suo ventre.
La terra è sua nutrice e ricettacolo.
Il padre di tutto, la thélème del mondo universale.
La sua forza o potenza resta intera,
se essa è convertita in terra.
Tu separerai la Terra dal Fuoco, il sottile dallo spesso,
dolcemente con grande organizzazione.
Esso sale dalla Terra e discenda dal Cielo,
riceve la forza delle cose superiori e delle cose inferiori.
Tu avrai con questo mezzo la gloria del mondo,
e tutta l'oscurità scapperà da te.
È la forza forte di tutta la forza,
perché vince tutte le cose sottili,
e penetra tutte le cose solide.
Così il mondo è stato creato,
da ciò usciranno degli ammirabili adattamenti,
dei quali il mezzo è qui regalato.
Ecco perché è stato chiamato Ermete Trismegisto,
che ha le tre parti della filosofia universale.
Quanto è detto dell'Opera Solare è completo."

Questa tavola di smeraldo è uno dei più grandi segreti dell'Alchimia, essa rappresenta lo Smeraldo dei Filosofi , il nostro Mercurio Filosofico, la nostra Rugiada di Maggio, il nostro Leone verde, il nostro Vitriol, senza questi non si potrebbe fare niente, nemmeno il Sangue del Drago, il Mercurio tingente.
Questa tavola ci dice che "quello che è in basso è come quello che è in alto e quello che è in alto è come quello che è in basso, con queste cose si fanno i miracoli di una sola cosa", questa parte ci deve far capire che per fare questo miracolo, per ottenere il Mercurio Filosofale, bisogna attirare dall'alto il Fuoco o Spirito Astrale, attirare il nostro Acciaio per mezzo del nostro Magnete e se questo sarà fatto bene otterremo, come dice la tavola, il miracolo di una cosa sola, ovvero una cosa sola e miracolosa.
È grazie a questo miracolo, a questo spirito salino che potremo poi unire il nostro corpo solforoso con la nostra anima mercuriale. Qui abbiamo separato, purificato e riunito i quattro elementi che ci permetteranno di separare, purificare e poi riunire i tre principi, ossia il mercurio, lo zolfo ed il sale. L'inizio è uguale per tutte le Vie, il fuoco segreto necessita per tutte le Vie.
A livello interiore significa la dissoluzione parziale dei contenuti psichici ed una notevole diminuzione dell'ego, si deve avere la sensazione di aver perduto l'Anima, questo è il momento più buio prima di vedere la luce.
La tavola prosegue facendoci capire che l'origine di tutto è Uno e che è grazie alla sua capacità di adattarsi e trasformarsi che noi potremo ottenere questo miracolo. Per creare ciò abbiamo bisogno di uno "sperma", di un donatore e questo è il Sole pianeta maschile ed attivo, ma avremo bisogno anche di un ricevente e questa è la Luna, pianeta femminile e passiva. Saranno questi due che daranno origine a questo miracolo, perché quello che loro hanno creato lo si trova nel seno del vento (questo ci deve fare pensare all'elemento Aria, quindi e qui che si nasconde e che noi lo potremo trovare e catturare con un espediente che l'Artista conosce bene, per saperne di più o per capire meglio questo passaggio leggete attentamente e più di una volta il primo capitolo, quello sui quattro elementi.
Andando avanti la tavola ci fa capire che comunque sarà la Terra che lo nutrirà, ciò ci deve far pensare che la generazione si opera nel vento (Aria), ma che il concepimento fetale si farà nella Terra, è qui che bisogna cercare di racchiuderlo, è qui che poi bisognerà nutrirlo col latte, ucciderlo per ottenere la sua Anima e poi, dopo averlo rigenerato, sfamarlo con della carne. Per fare ciò dobbiamo, come dice la tavola, separare la Terra dal Fuoco, il sottile dallo spesso. È in questa fase del Solve che si legge in vari testi che i vecchi Artisti usavano per questa operazione una penna d'oca, è con questa piuma che recuperavano la Prima Materia metallorum, lo Zolfo, la Testa del Corvo, il Sigillo d'Ermete.
Quando la tavola ci dice che "esso sale dalla terra e discenda dal Cielo, riceve la forza delle cose superiori e delle cose inferiori" fa riferimento alla circolazione del Macrocosmo e che è da questa circolazione che prende forza, tramite l'influenza dei pianeti e della terra, è la stessa cosa che l'Artista deve fare nel suo microcosmo, è con questa ascesa e discesa che si avrà la vera coobazione dei Saggi, ovvero la circolazione degli elementi.
Quando il regno di Saturno domina ed è tutto nell'oscurità è grazie al Leone Verde che noi vedremo formarsi, poco a poco, nel vaso il Leone Rosso e ciò perché il Leone Verde diventerà il sangue del Leone Rosso e quando questo sarà fatto noi vedremo sulla Terra apparire il Cielo. Sarà questo Cielo, finita la fase del Solve, che ricadrà sulla Terra come la pioggia cade sulla terra e l'Artista avrà così realizzato l'unione del Cielo e della Terra e le tenebre (regno di Saturno) saranno dissolte. L'Operatore avrà ricevuto il dono della signora Alchimia, avrà ricevuto il dono di Dio e finalmente tutta l'oscurità si discosterà da lui e potrà così ammirare finalmente il Fiore della Natura e dell'Arte.
Quando leggiamo sulla tavola "E' la forza forte di tutte le forze, perché vince tutte le cose sottili e penetra tutte le cose solide" questo ci deve far capire che questa forza è l'influsso divino, è il fuoco diffuso e specificato nel ventre della Natura e che ora è presente nell'Opus Magnum e che ha aumentato la sua forza con le moltiplicazioni che l'Artista ha eseguito (dieci volte ogni moltiplicazione). Penetra tutte le cose solide in quanto la polvere di proiezione gettata sui metalli in fusione li penetra, così come il nostro Sale penetra tutti i corpi col suo Fuoco e gli estrae l'Anima, vince la sottilità degli stessi modificandogli il Mercurio e modificandogli la loro massa atomica li trasmuta in metalli perfetti, portandoli fino all'ultimo gradino, all'oro purissimo, così come il nostro Sale vince la sottilità del Falso Profeta portandolo, con opportune manipolazioni, a raggiungere la sua massima perfezione, la Pietra Filosofale.
Andando avanti nella lettura della Tavola di Smeraldo essa ci dice che tramite l'Alchimia possiamo avere una saggezza che nessuna branca della scienza moderna ci può dare. Con la medicina ottenuta grazie all'Alchimia, l'Artista può aiutare l'uomo e nel fare questo farà risplendere la Luce (Illuminazione) ricevuta da Dio.
La tavola quando ci dice "Ecco perché è stato chiamato Ermete Trismegisto, che ha le tre parti della filosofia universale" è perché l'Autore della stessa ci vuole trasmettere che è tre volte grande, forte, possente e che quindi necessitano per l'Opera tre tipi di Mercurio e da usarsi in tre fasi diverse della stessa. Per aiutarvi nominerò due di questi tre Mercuri, uno è il Leone Verde ed il secondo il Leone Rosso. In parecchi scritti queste tre sostanze sono rappresentate con il Sole, la Luna ed il Fuoco e tutte e tre sono racchiuse nell'Acqua.
Alla fine della tavola l'Autore ci dice che tutto quello che ha scritto è veritiero e che è tutto quello di cui l'Artista ha bisogno, anche se scritto in forma concisa, per arrivare alla Pietra filosofale.

      Solanimus

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