SPAGIRIA VEGETALE

Purificazione del Tartaro di botte


PURIFICAZIONE DEL TARTARO DI BOTTE CRUDO

Il Tartaro di botte crudo è il sedimento che si forma nelle botti quando s’invecchia il vino, esso rimane attaccato alle pareti della botte, il tartaro migliore per lavorare in Spagiria è quello ricavato dalle botti di rovere ove è invecchiato il vino rosso ed il suo colore è rosato.
Visto ciò andiamo ora a vedere come lo si purifica in Spagiria per poterlo usare nei diversi procedimenti:
Prendete del Tartaro di botte crudo ottenuto da botti di rovere e vino rosso, mettetelo in un recipiente d’acciaio e ponete quest’ultimo su un fornello. Si raccomanda di fare quest’operazione che andiamo ora a descrivere all’aperto. Quando il Tartaro di botte comincerà a riscaldarsi comincerà ad emettere fumi molto densi e tossici, proteggetevi con una mascherina, mescolate il tartaro ogni tanto, perché esso cercherà di attaccarsi alle pareti del vaso; ad un certo punto il tartaro prenderà fuoco in quanto è l'olio in esso contenuto che brucia (parte sulfurea della Terra), lasciate bruciare il Tartaro fino a quando la fiamma si spegnerà da sola ed il tartaro sarà diventato nero e leggerissimo (Carbone), non sarà più untuoso, ma secco (le sue parti volatili hanno lasciato lo spesso, il grossolano).
Prendete ora questo carbone e mettetelo in muffola ad una temperatura di 400 gradi centigradi per alcune ore (i Sali non devono fondere). Dopo tale periodo estraete il tartaro e lasciatelo raffreddare. Prendete ora un vaso e mettete sul fondo di esso il carbone, che ora sarà grigio in quanto il fuoco avrà fatto la sua opera di modificazione, avrete messo in croce il tartaro (croce in latino si dice Crucio che è la radice di Crucibulus che in italiano è il crogiolo, ovvero il vaso che si mette sul fuoco aperto e che resiste a temperature elevate) versate nel vaso dell’acqua piovana filtrata e portate il tutto ad ebollizione; quando il tutto bolle filtrate con un filtro carta, che sia di cellulosa pura, e raccogliete il filtrato, che sarà di un colore paglierino, in un vaso pulito. Prendete ora il vaso che contiene il liquido di colore paglierino e mettetelo sul fuoco e lasciate evaporare fino a che sul fondo del vaso non si formeranno dei sali asciutti, questi sono i sali di tartaro che voi avete estratto dal carbone (avete tolto una parte di Caput Mortuum), l'operazione appena descritta si chiama lisciviazione. Rimettiamo ora i Sali di Tartaro appena ottenuti in muffola e reiteriamo l’operazione antecedentemente descritta (lisciviazione) per altre due volte, e questo per avere dei sali ben purificati ed idonei per l'uso (Sali di Tartaro purificati). L’operazione va reiterata 3 volte per mondare il carbone dai suoi peccati (Gesù per liberarci dai nostri peccati fu crocefisso e fu crocefisso con tre chiodi).


     Solanimus

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