ALCHIMIA
Della Terra e delle sue emanazioni
Della terra, e delle sue emanazioni
La terra è il quarto ed ultimo principio dopo la separazione del caos e la parte più bassa, come il cielo è la più alta; l'acqua e l'aria quelle del mezzo. il cielo è ciò che c'è di più sottile, la terra ciò che c'è di più grossolano: il cielo è volatile, la terra è fissa: l'acqua e l'aria sono mediane; differiscono tuttavia, secondo il loro grado di volatilità e di fissità.
La terra è la seconda arte paziente e lo sperma femminile, la matrice di tutte le cose sublunari; è un cielo fisso coagulato, una acqua fissa coagulata, un'aria condensata, un vapore convertito in terra, un essere fisso coagulato, il centro, la melma (vaso, N.d.T.) di tutte le influenze celesti e della semenza universale, dalla quale nella terra e mediante la terra prendono nascita tutti i minerali, vegetali ed animali.
Per dimostrare in poche parole in quale maniera la terra e l'acqua diventano vapore, aria, fumo, nebbia ed esalazioni per la procreazione della semenza universale, o la generazione del caos e come si elevano nell'aria, fino al più alto del cielo, non c'è che da fare attenzione a ciò che segue.
Prima di ogni cosa, il lettore si applicherà a ben comprendere il mio pensiero, che, per il cielo, io non intendo il cielo peggiorato (empirée nel testo francese, N.d.T.), nel quale Dio fa la sua permanenza con i suoi Eletti, il quale è privilegiato ed esente da tutte le alterazioni ed operazioni naturali; perché non è che al di sotto di lui che si fanno le alterazioni con i comandamenti espressi da Dio onnipotente, senza che possano estendersi fino a lui.
Dopo questa dichiarazione, il lettore farà attenzione, come ho detto qui sopra, che il cielo mediante la sua grandissima sottilità è la cosa più instabile di tutte, che, finché Dio lascerà sussistere il mondo nello stesso stato, non cesserà mai di muoversi; che questo movimento si comunica a ciò che gli è più prossimo, che è l'aria, ma indebolendosi, che l'aria con il suo movimento agita anche l'acqua e questa la terra, ma che tutti questi movimenti diventano successivamente sempre più deboli e più lenti.
Si vede che l'aria è agitata dal cielo, perché c'è continuamente un, aria od un vento più o meno agitato. Non è necessario provare che l'aria agita l'acqua; i navigatori sanno che spesso, nello stesso tempo che sono impediti di continuare il loro viaggio, ed obbligati ad arrestarsi nelle calme, l'acqua è estremamente agitata dalle onde e le correnti. Per essere convinto che l'acqua agita la terra, non si ha che da osservare che essa trascina continuamente con sé della sabbia, delle pietre, etc., che sono una terra andata in frantumi che essa scava e strappa da una parte per portarla in un'altra. Là le sparge, qui le accumula e ne fa delle montagne e delle valli, secondo la disposizione dei luoghi.
Ogni movimento causa un calore, sia percettibile, sia impercettibile. Negli animali terrestri il calore è molto sensibile; ma negli animali acquatici non si percepisce calore o molto poco, ed anzi, per così dire, piuttosto una freddezza. Eppure ogni vita deve essere causata necessariamente dal movimento e dal calore che ne risulta; perché il freddo spegne la vita.
Questo essendo, si può concludere arditamente, che c'è un calore sensbi1e ed uno insensibile; ne faccio menzione, solo perché è impiantato in tutti gli elementi, tanto sensibili, quanto insensibili; ed in una maniera o nell'altra, procrea sempre, sia che il calore del sole o quello del fuoco centrale vi si congiunga, o no. Ogni cosa, poco piccola che essa sia, fu essa stessa impalpabile per la piccolezza ed invisibile ai nostri occhi, contiene tuttavia il cielo con tutti gli altri elementi, ora se contiene il cielo, è necessariamente in se il movimento, sia visibile, sia invisibile, sensibile od insensibile, perché il cielo è sempre in movimento a causa della sua estrema instabilità, e sebbene sembra essere in riposo, non smette di avere le sue emanazioni le sue azioni e le sue forze.
Per esempio, una pietra preziosa, una radice, od un'erba strappata dalla sua matrice, o dal luogo della sua nascita, è seccata, sembra come morta, perché è impedita nella sua crescita; eppure il cielo c'è, che non si riposa; ma ad opera dell'insensibile traspirazione, causa dei grandissimi effetti, fino al punto che questa pietra presa interiormente, ed anche applicata esteriormente senza diminuzione del suo volume e del suo peso, e senza niente perdere della sua forza, causa agli uomini la malattia, o la guarigione, secondo le sue qualità e le sue virtù naturali.
L'amatore vede da qui da quale forza ogni cosa estrae la sua operazione, vale a dire dal cielo e dal suo movimento sempre attivo, dal suo tepore, dal suo riscaldamento e dal suo grande calore: ragion per cui sarà inutile cercare qualsiasi cosa sulla terra, grande o piccola, nella quale il cielo e tutti gli altri elementi non siano concentrati. La ragione detta anche che ogni cosa deve avere in sé le qualità e le proprietà di ciò da cui essa ha tratto la sua origine. Ora, tutto è venuto dal caos, come materia prima, ed il caos non era che acqua e spirito: ogni cosa deve quindi avere le proprietà dell'acqua e dello spirito; ma lo spirito è il motore e ciò che riscalda, e questo spirito è sparso per tutto l'universo, di modo che la minima piccola goccia d'acqua ed il più piccolo atomo di terra ne sono colmi. È ugualmente nel liquido e nel secco e come la goccia d'acqua è acqua in tutte le sue parti, peraltro come l'atomo di terra è terra, questo risiede in tutte le parti dell'uno e dell'altra, sebbene sia coagulato nella terra e che nell'acqua sia fluido e sciolto.
La ragione per la quale la terra e l'acqua non sono così mobili come il cielo, deriva dal loro ispessimento o grossolanità, dalla loro coagulazione o concentrazione. Riducete la terra alla volatilità del cielo, essa sarà anche pronta nel suo movimento come il cielo; ciò che prova ancora che la differenza e la distinzione di tutte le cose non consiste che nella loro volatilità e fissità, vale a dire, che il fisso ed il volatile operano le variazioni ed i cambiamenti di forme di tutte le cose, senza eccezione. Il solo scopo ed il termine della Natura è di rendere il cielo fisso, per renderlo utile e salutare a tutte le creature sublunari. È visibile che tutte le cose sublunari sono, in confronto al cielo, grossolane, spesse e poco mobili; ragione per cui il cielo, per divenirgli utile, deve necessariamente divenire terrestre. Come potrebbe, senza ciò, adeguarsi un vapore cosi sottile, che è di una volatilità e di una sottilità estrema, se non gli era comunicato dall'aria, l'acqua e la terra.
Ragion per cui Dio ha ordinato che il ciclo passasse per tutti gli elementi, e si cambiasse in essi; come anche dal loro lato, gli altri elementi si cambiassero in cielo mediante una estrema sottilizzazione, per il bene e l'utilità, per la nascita, consumazione, distruzione e rigenerazione di tutti gli esseri sublunari.
Per dimostrare con quale mezzo l'acqua, la terra, e l'aria diventano vapore, fumo e nebbia, ed in quale maniera queste cose diventano aria e cielo, l'amatore deve ben fissare nella sua memoria che non solamente il cielo e gli altri elementi sono ovunque mescolati e presenti in ogni cosa, tanto grande come piccola; ma che anche il cielo congiuntamente con l'aria manifesta ovunque, anche nelle pietre e le ossa, la sua forza e la sua potenza motrice. Che lo faccia vedere poco o molto, non importa; è abbastanza che vi si mostri presente. Una cosa sottile, slegata ed aperta, come gli animali, mostrerà piuttosto la sua forza ed il suo movimento che un grande albero immobile che è fermo nella terra, o che una pietra che sembra completamente privata di vita.
La terra e l'acqua sono sempre unite insieme; perché nell'acqua c'è della terra, perché l'acqua scorre sulla terra: nella terra c'è dell'acqua; perché le sorgenti, le fonti ed i fiumi ne derivarono: si trovano anche dei laghi molto grandi nella terra. Una volta conosciuto questo, è conseguentemente evidente che il cielo é nell'aria, e l'aria nel cielo; che il cielo, l'aria, l'acqua e la terra sono sempre insieme; e l'uno nell'altra, nessuno è privo dell'altra in tutte le sue parti; e come è impossibile che un uomo possa vivere senza anima e senza spirito, così è impossibile che un elemento possa passare nell'altro.
L'acqua e la terra sono quindi riempiti di cielo e d'aria. L'acqua deve umettare la terra, affinché produca dei frutti. Questa umettazione è questo ingravidamento per mezzo del cielo e dell'aria che vi sono rinchiusi, e per mezzo dello spirito motore che si trova nel mélange (eterogeneo, N.d.T.) di tutti e due, congiuntamente con il calore esterno del sole e del calore centrale interno, causano un movimento, il movimento un tepore, il tepore un calore: questo calore occasiona nell'acqua dei vapori e delle esalazioni. Più il calore e la quantità di acqua sono grandi, più essa evapora, bolle ed evapora. Questo vapore, quando è spinto nell'aria, è ancora agitato di più dall'aria ed il calore del sole che lo circondano e mediante i venti. Più è agitato, più si sottilizza, di modo che sale sempre di più: più si eleva e si avvicina al cielo, più è vicino alla sorgente del movimento. Di qua questo vapore si sottilizza e si volatilizza sempre di più fino al più alto grado: ora, più diventa volatile, più si avvicina alla natura del cielo, fino a che dal cielo è cambiato in natura celeste, come abbiamo detto più sopra: lo stesso, più il cielo è vicino alla terra, più diventa terrestre, fino a che dalla terra, è ridotto in terra ed in pietre.
Fino qui abbiamo spiegato in quale maniera questo vapore è cambiato in aria ed in cielo: ora esamineremo che cosa è questo vapore, e che cosa contiene.
Tutti sanno che la terra e l'acqua, quando sono riscaldate, evaporano, ribollono ed esalano per il calore naturale che contengono e che le fa necessariamente evaporare.
Ora questo vapore è doppio e pure quadruplo: è doppio, perché è composto di acqua e di terra; è quadruplo perché e composto dai quattro elementi, dato che traggono essi stessi la loro origine dalla prima materia, della quale tutti e quattro, ovvero il cielo, l'aria, l'acqua e la terra sono composti, e di cui nessuno, come abbiamo detto, può esistere senza l'altro.
La ragione per la quale divido questo vapore in due, ovvero in acqua ed in terra, è che in confronto al cielo ed all'aria, esse sono fisse, e che sono vapori fissati; ma quando diventano sottili per il movimento, l'acqua e la terra diventano aria e cielo.
Non dubiterà persona che questo vapore non sia stato una acqua; ma parecchi dubiteranno che ci sia della terra rinchiusa in questo vapore. Cesseranno di dubitarne, se osserveranno che un elemento, come ho già detto qui sopra, cambia in un altro nella sua natura. Il cielo risolve e sottilizza l'aria; l'aria, l'acqua: l'acqua risolve ed ammollisce la terra, ed al contrario la terra ispessisce e condensa l'acqua; l'acqua condensa l'aria e l'aria il cielo: così l'uno è il magnete dell'altra, l'attira, lo risolve, lo coagula, lo volatilizza e lo fissa.
Un artista deve ancora osservare che, come il caos è stato diviso in quattro parti, come nei suoi propri gradi, ciascuno di queste quattro parti è ancora divisa in sei gradi: così il cielo più vicino all'aria, non è così sottile come quello che tocca col cielo peggiorato (empirée, nel testo francese); lo stesso l'aria più alta che si avvicina al cielo, non è così spessa e così grossolana come quella vicina alla sfera acquatica: l'acqua più alta non è così spessa come quella che è nel fondo, ne come quella sostanza vischiosa, acquosa, che si attacca alle pietre ed alle altre produzioni che crescono sotto l'acqua, come della gomma o della colla.
Anche la terra è divisa ugualmente in sei parti. Perché non solamente le pietre e la sabbia sono terra, ma si trovano anche dei sudori terrestri, come sale, pece, resine, cera che crescono dentro e sopra la terra, e sono ugualmente terra, e distinti solamente nei loro gradi, vale a dire secondo la loro volatilità e fissità. Tutta la terra non è altrettanto fissa come le pietre; ma ci sono anche delle terre volatili, che possono pure diventare fisse.
È questa terra volatile che l'acqua rammollisce e risolve, che prende in sé ed anima con il calore; la trascina con sé in forma di vapore nell'alto dell'aria, e la porta con un movimento continuo anche fino al cielo. È facile provare e concludere senza difficoltà nella prova e la pratica del caos rigenerato, che indicheremo qui appresso, che il cielo più spesso si riduce più facilmente in aria che il più sottile, e che l'aria più sottile si cambia più facilmente in cielo che la più spessa, la più grossolana e la più inferiore; lo stesso l'aria più grossolana e più bassa diventa più facilmente acqua che la sottile e l'elevata, e l'acqua più bassa, spessa e vischiosa diviene meglio terra che l'acqua superiore troppo chiara, troppo fluida e troppo volatile, ed al contrario la terra è di una dissolubilità facile, principalmente nelle sue parti vergini saline che si lasciano meglio ridurre in acqua che una pietra o della sabbia che sono già essiccate. L'acqua sottile si lascia meglio ridurre in aria ed in vapore dal fuoco che quella che e spessa e grossolana. Ne è lo stesso dell'aria e del cielo.
Abbiamo dimostrato abbastanza il primo inizio della Natura, e come per Dio onnipotente e la sua parola, da vapore che era, è diventata acqua; come questa acqua doppia è stata divisa in seguito in quattro parti, e come queste quattro parti, traggono la loro origine da un vapore, nebbia, fumo, esalazione e ribollimento, hanno ricevuto il comandamento di moltiplicarsi e di produrre dei frutti; essi devono anche allo stesso modo mettere alla luce e produrre tutte le creature, come sono state prodotte esse stesse prima.
Siccome traggono la loro origine da un vapore primordiale, queste quattro parti devono anche continuamente e congiuntamente produrre un simile vapore interamente dalla stessa materia e sostanza senza alcun difetto. Questo vapore deve anche diventare acqua, ed anche per rigenerazione una acqua caotica, dalla quale tutte le cose devono essere generate di nuovo, conservate, distrutte e rigenerate senza alcuna discontinuità fino alla fine dei secoli.
Era di tutta necessità, per la volontà di Dio, che i quattro elementi producessero una tale acqua, e lo stesso per delle ragioni naturali, competenti, questo non poteva essere altrimenti; perché erano bambini della stessa madre; cosi hanno il potere di riprodurre la stessa semenza che hanno ricevuto tutti gli individui che ne risultano sono fatti ad immagine di questi quattro generi.
Tutti questi quattro insieme essendo riuniti generano il germe, o la semenza universale, per la procreazione, conservazione, distruzione e rigenerazione di ogni cosa: ora come questi quattro insieme nella loro unione producono di comune accordo una semenza universale; lo stesso anche ciascuno di essi in particolare ha ricevuto la viltà di mettere alla luce una produzione uniforme nella sua sfera; perché il cielo è ciò che c'è di più sottile, di più puro, di più trasparente e di più chiaro sopra tutti gli altri, hanno anche prodotto da sé stessi dei frutti simili senza il concorso degli altri, vale a dire le sue stelle piene di vita e di luce. L'aria ha prodotto le sue meteore; l'acqua, i suoi animali, le sue piante, i suoi minerali e pure la terra, le sue piante, i suoi animali ed i suoi minerali: le specie sono fatte particolarmente di semenze proprie della loro sfera, tanto le stelle e gli altri astri, come le meteore, gli animali, le piante ed i minerali.
Come ogni sfera nel suo particolare ha prodotto le sue specie dalla sua propria semenza, queste specie divise in individui hanno ugualmente ricevuto il comandamento di produrre la loro semenza e di moltiplicarsi seguendo il modello e la materia prima cosicché non solamente ogni stella dalla sua purezza ha acquisito il potere di conservarsi e di vivere molto lungamente; ma anche si è visto di secoli in secoli che sono apparse delle nuove stelle, e che delle altre si sono perdute; cose di cui io raccomando la ricerca agli astronomi per approfondirle. Per me, io ritorno all'aria.
Si formano tutti i giorni nell'aria delle nuove meteore; appena l'una passa e svanisce, la stessa materia dona nascita ad un'altra che gli succede; ma questa riproduzione continua degli esseri è più facile da osservare nella sfera acquatica e terrestre.
Noi vediamo che ciascun animale e ciascuna pianta, quando è pervenuta alla sua perfezione, acquisisce il potere di produrre il suo simile e questo potere moltiplicativo va pressoché all'infinito: appena una muore e perisce, ne rinasce un'altra al suo posto, o dieci volte tanto. Si vede la stessa cosa nelle sostanze, le pietre ed i minerali, che sembrano privi di vita; perché se si estraessero dalla terra ancora tante pietre come Se ne estrae e come le si impiegano da migliaia di anni per fare dei grandi e dei piccoli edifici, non se ne troverebbe mai la fine, poiché fino ad ora non se ne è percepita la minima diminuzione, e gli uomini troveranno sempre in abbondanza delle montagne, di pietre e di minerali.
Da qui il lettore deve concludere che sebbene ogni sfera procrei i suoi individui che ci sembrano distinti gli unì dagli altri, tuttavia i generi ce1esti, cosi come quelli dell'aria, dell'acqua e della terra, non sono differenti che a ragione della loro volatilità e della loro fissità, e che ciascun individuo si distingue anche dagli altri nella sua sfera particolare alla stessa maniera.
Se il cielo produce delle creature luminose, diafane, non è che per la sua purezza, sottilità e chiarezza. Gli elementi inferiori producono lo stesso seguendo il loro grado di sottilità o di grossezza, delle creature sottili o grossolane, e tutte sono distinte le une dalle altre; non c'è pertanto altra differenza che per la ragione della loro più o meno grande fissità e volatilità.
Il cielo non è così volatile in tutte le sue parti, esso rinchiude anche qualche cosa di fisso, che è una terra sottile, secondo la fissità della quale è esso stesso più o meno fisso. Anche l'aria contiene la sua fissità, secondo la sua natura. Ne è lo stesso dell'acqua e della terra, come il volatile della terra è, in paragone a quello del cielo, una fissità; lo stesso la fissità del cielo comparata a quella della terra, è una fluidità, o piuttosto una volatilità. Bisogna pertanto intenderla in questa maniera. Ovunque dove c'è della terra (e ce ne è più o meno dentro tutto, così come degli altri elementi), c'è una fissità e un essere è capace di fissazione, secondo che ecceda in quantità: al contrario ovunque dove c'è del cielo, c'è della volatilità e secondo che una cosa contenga più dell'una o dell'altra, bisogna giudicarla volatile o fissa ed applicarla di conseguenza.
Abbiamo parlato abbastanza della rigenerazione del caos, o vapore universale; andiamo ora a considerare questo vapore ridotto in acqua ed a provare col ragionamento e con l'esperienza che questa acqua non è differente dall'acqua caotica primordiale, che ne ha e ne avrà sempre fino alla fine del mondo il potere e la forza, affinché un Artista tocchi con mano il soggetto delle sue ricerche, e che scendendo di grado in grado ne abbia una intera certezza.






