ALCHIMIA

Della generazione di tutte le cose Naturali


 

“DELLA GENERAZIONE DI TUTTE LE COSE NATURALI”




CAPITOLO I

Che cos’è la Natura

La Natura è la massa di tutti gli esseri che compongono questo mondo visibile, ed il principio distinto da Dio, quantunque emanato da Lui che lo anima.

CAPITOLO II

Origine della Natura. Da cosa hanno avuto origine tutte le cose naturali

Dio ha tratto la Natura dal nulla per la virtù del Suo Verbo che aveva generato da ogni eternità.
Egli volle, e il Verbo generò un vapore, una nebbia o un fumo immenso e v'impresse la sua virtù; cioè uno spirito pieno di forza e di potenza.
Questo vapore si condensò in un’acqua che i Filosofi hanno chiamata “universale” e “caotica”, o semplicemente “il caos”: è da quest’acqua che è stato formato l’Universo. E’ lei che è stata, come lo è e lo sarà sempre, la materia prima di tutte le cose naturali.
La generazione del mondo operata dal verbo non è, senza dubbio, meno incomprensibile della generazione di questo Verbo divino; ma ci basti sapere, per l’intelligenza della Natura, che tutto ciò che esiste non era al principio che un vapore animato dal suo spirito, e che questo vapore si è reso tangibile in forma d’acqua.
Non si farà fatica a capire come il mondo sia stato formato da un vapore che si è condensato in acqua, se si considera non soltanto che l’acqua si risolve in vapore e come questo si riduce in acqua, ma che anche tutti i corpi si cambiano in vapori ed in acqua nella loro dissoluzione.
E’ facile osservare che l’acqua si risolve in vapori. Lo vediamo principalmente durante l’estate, quando il sole riscalda le acque dei laghi, dei fiumi, delle fontane ecc., da questi se n'elevano dei vapori che si spandono nell’aria.

La stessa cosa quando cade la pioggia e il sole dardeggia poi i suoi raggi: vediamo che i tetti bagnati da quella pioggia fumano ed esalano dei vapori che si dissipano nell’aria.
Il contadino vede nel suo focolare, quando fa bollire dell’acqua entro di una marmitta, che l’acqua esala dei vapori i quali a loro volta esalano in fumo, e, se vuole, egli può con l’ebollizione ridurre e cambiare tutta la sua acqua in vapori.
Ma vediamo anche come i vapori si cambino in acqua: quando i vapori si sono addensati in nubi, queste nubi si risolvono in pioggia o in neve e fanno ritorno alla loro origine.
Il contadino non ignora quest'effetto, e lo prova con suo grande scomodo: quando è costretto a lavorare sotto le grandi calure, tutto il suo corpo traspira ed i vapori che n'escono si risolvono in acqua che gli scorre lungo la schiena, e che noi chiamiamo comunemente sudore.
Tutti coloro che si dedicano alla distillazione vedono pure che i liquori si elevano in forma di vapori entro il capitello del loro alambicco, vi si condensano e scorrono lungo il becco, goccia a goccia, o in piccoli rivoli.
Per finire, non vediamo nessun'altra cosa fra il cielo e la terra se non dei vapori, fumo ed acqua, i quali, spinti dal calore centrale della terra, si sono sublimati ed elevati dalla nostra sfera composta di terra e d’acqua nella regione dell’aria.
Se potessimo scorgere le sottili emanazioni o i vapori sottili dei cieli, noi vedremmo le loro influenze scendere dall’alto verso il basso mescolarsi ed unirsi ai vapori terrestri che si sublimano in alto. Se non possiamo vederli a causa della debolezza della nostra vista, possiamo però concepirli con la nostra mente e renderli poi in seguito tangibili con pratica della chimica e sentire che tutto ciò che accade nel microcosmo accade anche nel macrocosmo, e che “ciò che è in alto è come ciò che è in basso”.
Possiamo dunque considerare per certo che la prima materia di questo gran mondo è l’acqua “caotica” o un vapore ridotto in acqua. Vi sono due cose da considerare in quest’acqua universale: una visibile che è l’acqua; l’altra, lo spirito invisibile che le è inerente.
Si può dire così che quest’acqua è doppia, cioè composta di due cose in una.
L’acqua senza spirito sarebbe senza forza; e lo spirito senza l’acqua sarebbe senza azione, perché occorre necessariamente che abbia un corpo per operare delle cose corporali. E Dio ha voluto che fosse l’acqua ad essere il mezzo col quale questo spirito potesse operare tutto in tutte le cose, dato che essa ha la proprietà di mescolarsi facilmente con tutte le cose e che, per suo mezzo, lo spirito può penetrare, ammollire, formare e distruggere tutto.
L’acqua è dunque il soggetto il paziente, il corpo, la dimora e lo strumento; e lo spirito è l’agente che opera tutto in lei e per lei, il punto femminile e centrale di tutte le cose naturali.
Che colui che desidera di penetrare nei segreti della Natura consideri bene questo punto: da questo punto centrale vada poi alla circonferenza, come si dirà nel capitolo seguente, ed egli troverà che “tutte le cose” sono racchiuse “in tutte le cose”, cioè che questo spirito con la sua potenza generativa è ripartito in tutti i soggetti del mondo intero, e che, come tutte le cose prendono da lui esistenza, così fanno ritorno a lui e vi si ricongiungono dopo la loro ultima dissoluzione; e cioè che, per una continua vicissitudine, la circonferenza fa ritorno al centro ed il centro alla circonferenza.
Se si comprende bene questo, non vi è nulla che possa fermare l’artista nell'analisi della Natura, poiché da un volatile farà un fisso, da una cosa dolce un'amara, da un cattivo odore uno gradevole, da un veleno una teriaca e, da una teriaca un veleno.
Egli conoscerà ciò che è lo scopo di tutte le nostre ricerche, cioè che tutte queste cose traggono la loro origine da una medesima radice e che possono essere ridotte in quella.
In effetti esse non si distruggono in quanto materia, ma a causa degli accidenti soltanto, secondo il loro grado di volatilità, di fissità o di digestione.
E’ la ragione per cui i filosofi dicono: “La nostra materia è in ogni cosa, in tutto ciò che ci circonda: ovunque ed in ogni momento la si tocca con le mani, la si calpesta coi piedi, vola davanti ai nostri occhi e ci urta, si può dire, ad ogni istante”.

E tuttavia ci avvisano di non cercare questo spirito in tutti i Soggetti indistintamente, ma soltanto in quelli ove risiede in maggior quantità, ove sia di qualità migliore e ove lo si possa trovare più facilmente, perché quantunque si trovi in ogni qualsiasi Soggetto, non manca tuttavia di essere in più gran quantità, forza e purezza nell’uno piuttosto che nell’altro. Per il resto esso è “tutto” in tutte le cose.

CAPITOLO III

Come sono nate tutte le cose

All’inizio l’acqua caotica universale era cristallina, chiara, trasparente, senza odore né gusto particolare: essa stava in perfetto riposo, e tutti gli elementi vi erano confusi. Ma ben presto, per l’azione dello spirito invisibile che vi stava racchiuso, essa si è posta in movimento, ha fermentato, si è fatta torbida, ha fatto nascere da sé stessa una terra, si è putrefatta ed è diventata fetida.
Quando fu giunta al termine della sua putrefazione, lo spirito motore, obbedendo agli ordine del Creatore, separò le parti sottili da quelle grossolane con ordine e per gradi, e ciascuna si pose al rango che le conveniva.
Quelle sottili al di sopra e le grossolane al disotto, seguendo l’ordine che noi vediamo nella Natura.
Le più sottili composero ciò che noi chiamiamo il “cielo” o il “fuoco”, e le susseguenti, per gradi, l’”aria” e l’”acqua”, sino alle più grossolane che composero la “terra”.
Si osservi bene che questi quattro elementi non differiscono gli uni dagli altri che per i loro gradi di sottilità o di fissità, e che è sempre l’acqua caotica che, da doppia che era alla sua origine, è divenuta quadrupla con la separazione degli elementi.
Dopo questa separazione, Dio volle che la sfera di ciascun elemento si popolasse di ogni sorte di creature di natura analoga al suo grado di sottilità; che il “cielo” o “fuoco” producesse dei corpi luminosi; l’aria le sue meteore; l’acqua i suoi animali, le sue piante, i suoi minerali; la terra egualmente le sue piante, i suoi animali, i suoi minerali; e che tutte queste creature avessero la facoltà di moltiplicarsi.
Immediatamente lo spirito generatore, eseguendo la Sua volontà, ne produsse le semenze in ciascuna sfera, e diede loro la forma, secondo i modelli tracciati nell'Intelligenza Suprema: ed è il medesimo spirito che, per la virtù moltiplicatrice pressoché infinita di cui era dotato, operò la moltiplicazione con la riproduzione, essendo divenuto, specificandosi in tutti gli individui, il punto seminale e centrale di ciascun “microcosmo”, come lo era del “macrocosmo”.
Dio volle pure che ciascun elemento producesse il suo simile o cacciasse continuamente dal suo centro una semenza e che da queste semenze riunite nascesse un’acqua della stessa natura dell’acqua caotica primordiale per la generazione, conservazione, distruzione e rigenerazione di tutte le cose create.
Io chiamo quest’acqua caotica rigenerata: “semenza universale” ed anche “anima e spirito del mondo”, perché non è altra cosa che lo spirito universale non specificato reso visibile in forma d’acqua.
Spiegherò nei capitoli seguenti che cosa sia quest’acqua e come essa si generi. Farò vedere che essa è nelle mani di tutti, che possiamo anche sottometterla ai nostri esperimenti, dimostrando come essa abbia tutte le qualità che io ho attribuito all’acqua caotica universale primordiale, proveranno allo stesso tempo la verità della mia teoria circa lo svolgimento della creazione dell’universo.

CAPITOLO IV

Generazione della semenza universale, e come essa si faccia

Lo spirito motore, agendo continuamente in seno a ciascun elemento, vi eccita un movimento continuo che produce il calore, e questo calore ne fa uscire dei vapori presso a poco come se n'esalano da tutti i corpi con la traspirazione.
Questi vapori o emanazioni sono ordinariamente detti “influenze”, quando giungono dall’alto ed “esalazioni” quando provengono dal basso.
Sono queste emanazioni del cielo, dell’aria, dell’acqua e della terra che, come altrettante semenze particolari, generano con la loro riunione la Semenza universale.
La semenza del cielo si mescola dapprima con quella dell’aria, la semenza della terra con quella dell’acqua. Poi, dall’unione di questi due composti, come dalla congiunzione del maschio e della femmina, nasce un’acqua caotica rigenerata per la nascita, la conservazione, distruzione e rigenerazione di tutte le cose, e tutto questo sino a che piaccia a Dio di distruggere quest’universo.
Il cielo e l’aria sono il padre, l’agente o la parte attiva. L’acqua e la terra sono la madre, il paziente o la parte passiva. Da ciò si vede che, quantunque i quattro elementi si mostrino tanto opposti, se si paragona un'estremità con l’altra, e che agendo in maniera contraria essi non si possano mai produrre nulla, essi tuttavia operano, quando si uniscono nell’ordine, e fanno tutto ciò che il Creatore ha comandato loro di fare, senza eccezione.
Non si può passare da un'estremità all’altra, senza passare da un medio. Quest'assioma dei filosofi è e sarà sempre vero e gli artisti devono inculcarselo bene in testa, poiché ve ne sono un'infinità che sbagliano per non osservare e considerare abbastanza questo punto essenziale.
Infatti il cielo non potrebbe mai ridursi in terra se non per mezzo dell’acqua e dell’aria; e la terra non può mai diventare cielo, senza l’acqua e l’aria, essendo queste ultime i medi fra il cielo e la terra.
Egualmente il cielo si ridurrà molto difficilmente in acqua, senza l’aria; e la terra non diverrà mai aria che per mezzo dell’acqua.
Il cielo è sottile, puro, chiaro e volatilissimo. La terra, al contrario, è grossolana, spessa, tenebrosa e molto fissa.
E se qualcuno cercasse di unire e fissare insieme il cielo, che è volatilissimo, con la terra, che è tanto fissa, non vi riuscirà mai: il volatile s'involerebbe al minimo accenno di calore e ritornerebbe così nel suo caos abbandonando il fisso.
Che l’artista abbia quindi continuamente questo punto davanti agli occhi, cioè che mai, in qualsiasi cosa, la parte più sottile e quella più fissa si lasceranno legare ed unire insieme, senza il loro medio conveniente. Perderà altrimenti la sua materia, il suo tempo e il suo denaro.
Quindi, chiunque voglia ridurre il cielo o fuoco in terra,
dovrà unirli prima col loro medio, ed allora essi si uniranno all’istante. Nel caso contrario, occorrerebbe, per così dire, tutta un'eternità per unirli.
Fate scendere il cielo nell’aria, come suo medio; essi si uniranno senza lotta, perché sono entrambi di natura sottile. Quando saranno uniti, date loro dell’acqua, come il medio fra l’aria e la terra, ed essi si uniranno ancora all’istante. Date poi, in seguito, della terra: a questo modo l’unione si farà per gradi intermedi convenienti, discendendo da un grado molto sottile ad uno sottile, da quello sottile ad uno denso e, da questo, ad uno più denso ancora. Mai e poi mai d’un sol colpo da uno volatilissimo ad uno densissimo.
Riducete, al contrario, la terra in aria per mezzo dell’acqua; l’acqua in aria per mezzo dell’aria e questa in cielo per mezzo del cielo. Essi sono infatti tutti di una medesima natura per quanto riguarda la loro materia e la loro origine, quindi sia l’uno aiuto e conduttore dell’altro e si prepari l’uno per mezzo dell’altro.
E questo non può essere altrimenti, perché non si può trasgredire questa regola della Natura.
Unite il cielo con l’aria, l’aria con l’acqua, l’acqua con la terra. E, al contrario, unite la terra con l’acqua, l’acqua con l’aria, l’aria con il cielo o fuoco. A questo modo il cielo diventerà terra e la terra cielo.
Il cielo è sottilissimo: anche l’aria è sottile ma tuttavia di un grado più grossolana del cielo. Egualmente l’acqua è di un grado più densa e grossolana dell’aria, e la terra di un grado più densa e grossolana dell’acqua. E’ questo il modo di procedere per gradi nell’ordine della Natura stessa.
Si osservi questo in tutte le operazioni chimiche. Senza di ciò non si arriverà a niente o se non a ben poca cosa.
Ma, mi si dirà, un elemento non sarebbe allora che di un grado più grossolano di quello che lo precede immediatamente? Non vediamo invece come l’acqua sia di parecchi gradi più grossolana dell’aria, e lo stesso la terra di parecchi gradi più grossolana dell’acqua?
Si, senza dubbio il cielo e l’aria, come pure l’acqua e la terra, sono divisi nei loro gradi di sottilità; quindi non è la terra, la più grossolana, a mischiarsi immediatamente con l’acqua sottile, neppure l’acqua più grossolana con l’aria più sottile, o l’aria più densa col cielo sottile. Ma la parte più sottile del cielo si unisce dapprima con quella molto sottile, e questa con la sottile. Allorquando queste sono unite, esse influiscono entro la parte dell’aria più sottile e in seguito, dopo la loro unione, sempre in una più densa, dopo di ché esse fluiscono entro l’acqua più sottile, questa nell’acqua più densa sino a quella densissima; ed è allora soltanto che essa comincia a mescolarsi con la terra sottile, sino a che essa non diviene sempre più spessa e grossolana e, alla fine, il tutto non sia ridotto in pietra.
Non ci si deve immaginare tuttavia che questi gradi siano posti l’uno sull’altro, come in una particolare sfera.
La Natura ha mescolato assieme la terra sottile e la grossolana, ed ha spinto il fuoco ad entrarvi assieme all’acqua ed all’aria. Essa ha mischiato anche l’acqua, il cielo e l’aria allo stesso modo, quantunque i nostri occhi non vi possano scorgere che una piccolissima differenza.
E’ solo con l’analisi che si vede come il sottile si distacca dal grossolano, salga in alto e se ne separi.
Ecco un esperimento che prova come la Natura non mischi mai le cose insieme confusamente, ma sempre conformandosi ai loro differenti gradi di sottilità.
Prendete una qualsiasi terra dei campi o dei prati. Versatevi sopra dell’acqua e rigirate bene il tutto assieme per ben mischiare. Lasciate poi riposare per un qualche tempo.
Vedrete che l’acqua avrà lasciato cadere al fondo la terra grossolana e si sarà caricata soltanto della sua parte sottile che è il “sale”.
Il sale, come una terra vergine, si è unito con l’acqua.
Quando quest’ultima parte terrestre viene estratta, l’acqua non può più agire sulla terra grossolana che resta, perché è troppo debole per questo.
Ecco perché bisogna che voi riduciate prima in acqua, per mezzo dell’acqua, la terra vergine di cui è impregnata, cioè che la distilliate in un’acqua spirituale. A questo modo, essa acquisirà nuovamente la forza di separare nella terra restante le parti più sottili dalle più grossolane, di renderle simili a lei e di ridurle egualmente in acqua, la quale agirà di nuovo sulla terra restante.
E’ a questo modo che opera la Natura, sia risolvendo che coagulando, in tutte le cose dell’universo, senza mai oltrepassare i gradi intermedi e convenienti.
Da ciò un artista può comprendere che la Natura, in tutte le sue operazioni, osserva sempre la regola, il peso e la misura; e non mescola mai assieme a caso, quantunque ai nostri occhi le cose appaiano differentemente.
L’artista non si deve fermare alla superficie, ma penetrare in ciò che è nascosto, ed approfondire la Natura per mezzo dell’esperienza: una manipolazione lo condurrà ad un’altra, ed egli acquisirà così ogni giorno nuove luci.
Per tornare all’acqua caotica rigenerata o Semenza universale, noi diciamo quindi che essa è formata dalle emanazioni del cielo, dell’aria, dell’acqua e della terra, con la retrogradazione di questi elementi nella loro prima materia.
Gli elementi, come abbiamo osservato, sono assolutamente omogenei e non differiscono che per gli accidenti.
La terra è un cielo fisso; il cielo è una terra volatile; l’aria è un’acqua rarefatta o attenuata; l’acqua è un’aria condensata e densa.
E come precisamente provenienti dal caos, che non era che acqua e spirito, due cose comprese in una, essi non sono anche tutti e quattro che acqua e spirito sin nelle loro più minuscole molecole.
Da questo avviene come essi si possano trasmutare l’uno nell’altro, e riunirsi sotto la stessa forma che avevano prima della loro separazione.
Abbiamo detto che era il movimento eccitato dallo spirito motore nel centro degli elementi ad essere la causa delle loro emanazioni: Ma bisogna osservare che l’azione di questo spirito non è immediata in tutti gli elementi.
Si sa che più una cosa è sottile, più è pura, viva e mobile; mentre che più è grossolana, più essa è immobile, indolente, addormentata.
Reciprocamente, più una cosa è mobile, più essa è spirituale e, di conseguenza, più se n'accresce la sua mobilità.
Il cielo, essendo il più sottile degli elementi, è quindi anche il più mobile: è lui che riceve l’impulso immediato dallo spirito motore, e che comunica il suo movimento all’aria, il suo vicino più prossimo; questo lo comunica all’acqua, e l’acqua alla terra.
A questo modo tutto procede nel più bell’ordine, e come in un orologio ove il movimento si comunica da una rotella all’altra, dalla prima sino all’ultima.
E il movimento causa il calore, e la sua intensità è in ragione dell’intensità dell’altro: quindi il cielo, il quale per sua sottilità è sempre in movimento, si riscalda per questo suo movimento perpetuo . Questo riscaldamento fa che il cielo, poiché è acqua e fatto d’acqua, emani dei vapori e delle esalazioni che esso trasuda e goccia. Questo vapore o sudore, non potendo salire più in alto per i limiti che Dio gli ha imposti, è costretto a scendere verso il basso, per giungere così nell’aria, dalla quale è afferrato e trattenuto per la parte che ha di più grossolano. La parte più sottile risale in alto per sua attrazione, e volteggia da una parte e dall’altra sino a che, con questa circolazione, diviene densa e grossolana al punto che l’aria la può trattenere.
E’ questa l’influenza e la semenza astrale che noi riceviamo dal cielo per mezzo dell’aria: quest’ultima, come l’acqua e la terra, esala egualmente le sue emanazioni in ragione del movimento che le è comunicato, ed è così che tutti gli elementi forniscono la materia della semenza universale.
Ma sarà bene esaminare in seguito ancora più dettagliatamente la natura degli elementi, in quale maniera si compia la loro emanazione e come infine tutte si uniscano per formare la semenza universale o lo spirito del mondo.

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